Alla scoperta della Slovenia tra un mare di verde e scorci alpini. Spendendo 80 euro in 3 giorni. Gara inclusa.

Per chi corre in montagna in Friuli Venezia Giulia o in Slovenia, il nome Podbrdo parla chiaro: la capitale del trail running Sloveno. Una Capitale piccolissima, quasi sperduta in fondo ad una lunga vallata con poche case, un negozio, un benzinaio, una scuola ed un bar. Ecco Podbrdo. Nulla più.

Essendo il primo evento di Trail running della Slovenia, la data è quella delle gare importanti, esattamente a metà giugno, a ridosso delle nostre gare dolomitiche e dei maggiori appuntamenti del calendario internazionale.

Questa metropoli montana, nel 2016 diventa tappa del campionato mondiale con la distanza da 40 km e la buona fama del Podbrdo Running Festival (http://www.gm4o.si/) viene confermata facendo crescere la mia curiosità per la gara da 100 km.

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Mi faccio coraggio e sfido il calendario già densissimo e nel 2017 decido di partecipare alle 100 km, che poi è una 107, reduce dalla Dragon’s Back e dalla Dolomiti Extreme Trail.

Circa 550 km e 40.000 D+ di gare toste in meno di un mese. Non facciamoci mancare nulla!

Podbrdo, in italiano Piedicolle, per me è stato una vera e propria scoperta. Sia per il percorso di gara che per l’atmosfera dell’evento e dell’organizzazione.
Ed è proprio di questo di cui vi parlerò.

Ed è proprio di questo di cui vi parlerò.

Pago 80 euro una 100 km e mi preparo già alla vecchia scuola di gara dell’est: organizzazione spartana, niente docce, un pezzo di carta con un numero come pettorale ed un percorso quasi non segnato e poco assistito. Pacco gara scarno, ristori quasi inesistenti e pasta party immaginario.

Ecco cosa mi aspettavo. In Slovenia ed in Croazia, ma anche in Serbia e Bulgaria, nella maggior parte dei casi il concetto di gara è questo.  Organizzazione minimal e senza pretese, che non disdegno affatto.

 

A Podbrdo la musica è diversa. Gli 80 euro di iscrizione includono pasta party prima della gara, pernottamento in palestra con prima colazione inclusa, massaggi, docce e ristoro fine gara, maglietta e medaglia. Teoricamente, una volta pagata l’iscrizione, potete scordarvi di metter mano al portafoglio. Io decido di stare comodo e spendere la vertiginosa cifra di 25 euro per dormire in un letto vero, prenotando in uno dei pochi B&B del paese, sì sono viziato.

Ed è questa la prima sorpresa, la gara costa pochissimo ed il servizio è superlativo.

Ben inteso, tutto molto spartano e senza opzioni di menù, ma completo e ben curato. Semplice, genuino ed essenziale.  C’è quello che serve. Nulla più nulla meno.

Niente di pretenzioso e nessuna presunzione. Pensate che a fine gara, Io che ho concluso alle 2.30 di notte, ho trovato una zuppa calda, il servizio massaggi attivo (45 minuti di massaggio e riflessologia plantare) e docce bollenti e pulite. Ovviamente nello stesso stabile dove c’erano materassi e coperte per riposare. Per qualche istante ho pensato di avere le allucinazioni per la stanchezza.

I primi 40 km di gara contano almeno 12 ristori, tra quelli ufficiali e quelli allestiti dai valligiani, punti dove si trova tutto e dove ogni concorrente è accolto con un sorriso. Superati i 40, quando il percorso della 107 si divide da quello della 42, i ristori si fanno più radi, ogni 10 km circa, ma sempre ben forniti e in sovrabbondanza numerica rispetto a quanto necessario.

Una gara dove, pur non parlando lo Sloveno, ci si sente subito accolti e trattati come quando si va a trovare degli amici che fanno a gara per essere ospitali. Questa ospitalità di casa, spartana ma con le attenzioni che solo una persona di famiglia può riservare, è la cosa che ho apprezzato di più di tutta questa esperienza.

La seconda sorpresa è arrivata affrontando il percorso di gara.

Una quarantina di km in comune con la gara da 42 km, quella che riassume in sé il meglio dell’evento, ed una sessantina abbondante che portano ad avere una full immersion nel verde della Slovenia. Si affoga nel verde ed è impossibile non capire come mai sia il colore che rappresenta questa nazione. In generale tutta la gara è molto corribile, si alterna su single track agevoli con strade forestali e carrarecce. Unica eccezione una salita ripidissima dopo il 27 km. Partenza ed Arrivo con un carattere più alpino, dove si corre sul calcare e si apprezzano ripidi pendii e viste a 360 gradi, con una sezione centrale dove sono predominanti le viste degli altopiani e l’ombra nel verde intenso delle faggete slovene.

Non è una gara tecnica, anzi, è una gara facilissima ed adatta anche a chi non ha dimestichezza con i terreni tecnici. Quasi una gara da stradisti. Perfetta per chi vuole sviluppare velocità ed ha il fisico che gli consente di correre quasi tutto il tempo.

Un altro aspetto molto interessante sono le salite. Quando si affrontano altitudini modeste come queste, qui non superiamo mai i 1700, non capita spesso di affrontare lunghe salite, ma di dividere dislivelli importanti in saliscendi continui. La Ultra Puseljc Trail, UPT, riserva invece 4 lunghe salite dai 1000 ai 1500 metri tutti di un fiato, dove è possibile cercare un passo regolare, a cui seguono discese in cui è impossibile non correre. Sono proprio i meno abituati a correre in quota che apprezzano le salite lunghe e costanti con altitudini sotto i 2000, dove la riduzione d’ossigeno per l’altitudine è del tutto trascurabile.

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Non è il genere di percorso sui cui mi sento a casa: preferisco il terreno più difficile e lento, ma è un tracciato dove non ci si annoia mai, pur avendo delle caratteristiche che sorridono più al podista che al montanaro. Tanto per rendere l’idea, il dislivello e la distanza della DXT e della UTP sono gli stessi, ed io, reduce e stanco dalla DXT appena sei giorni prima, ho concluso la UTP in 3 ore meno della DXT. Una gara dove correre è d’obbligo.

Che si scelga la 42 o la 100 km, sono gare che sicuramente valgono il viaggio per raggiungere questa sperduta vallata. Che siano un intervallo di velocità tra appuntamenti più tecnici, oppure che rappresentino l’obiettivo di una stagione di allenamento, Podbrdo merita di essere uno degli appuntamenti di giugno, indubbiamente una perfetta alternativa alle corse veloci di Cortina, dove la scena è tanta e la sostanza è poca.

Podbrdo Trail Running Festival è proprio questo: pura sostanza senza fronzoli.

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