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Cena di Gala … in bivacco

Cena di Gala … in bivacco

Giungo nel mezzo della notte al Bivacco Monte Scavo, è una fredda serata di fine marzo e c’è ancora molta neve.
Ero convinto di non trovare nessuno, siamo nella stagione fredda e c’é cattivo tempo, ma dentro il rifugio ci sono due persone, un ragazzo di 19 anni una ragazza di 17.
Lei ha le pedule, lui delle Converse estive.
Sono vestiti da città con abiti semplici.
Non sembrano escursionisti.
Si percepisce un forte affiatamento tra i due e una grande serenità.
Sono incuriosito da questa giovanissima coppia.
Gli offro della cioccolata e iniziamo a chiaccherare.
Lei studia il flauto barocco al conservatorio di Palermo, lui è in cerca di lavoro.
Non sono fidanzati ma fratello e sorella.
Mi spiegano quanto sia bello ogni tanto passare una serata “fuori dal mondo”, accendere i fuoco, cenare, chiaccherare e addormentarsi nei sacchi a pelo l’uno accanto all’altra.
Ma non è meglio andare in discoteca o uscire con gli amici in città?
“Preferisco la natura e passare del tempo con mio fratello”.
Mentre chiacchieriamo tirano fuori due uova, scadute oggi, ci tengono a precisare, e le mettono a bollire sul fuoco in una scatoletta di mais vuota.
Iniziano a contare fino a cento. L’uovo alla coque perfetto.
Apparecchiano sulla tavola del rifugio. I fondi di due lumini consumati e recuperati nel bivacco diventano “porta uovo”.
Novantanove, cento.
Prendono le uova, si siedono composti a tavola e iniziano a mangiare.
Celebrano il momento, come se fossero nel ristorante più in voga della città.

I discorsi sono sereni, semplici e gli occhi brillanti.
Mi sembra di assistere ad una cena di gala.
Manca però qualcosa: non ci sono telefoni sul tavolo, non c’è ostentazione, non c’è nulla se non il piacere del passare del tempo con chi si vuol bene.

Si respirava serenità nell’aria.
Istanti preziosi.
Cena esclusiva.

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