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Il GR20: la “Mecca” per chi ama l’escursionismo e la corsa in montagna

Il GR20: la “Mecca” per chi ama l’escursionismo e la corsa in montagna

Il GR20 è la mecca dell’escursionismo. Quasi tutti gli appassionati di montagna ne hanno sentito parlare e secondo tutti quelli che lo hanno percorso rappresenta un viaggio da fare almeno una volta nella vita.
GR significa Grande Randonnée e racchiude una serie di attraversate e sentieri sul territorio francese. Il GR20 viene considerato il più bello di tutti e il trekking più bello e vario che si possa trovare in Europa.
Partendo da Calvi, nel Nord Ovest della Corsica per arrivare a Porto Vecchio nel Sud Est. Un’ attraversata diagonale della Corsica di circa 170 km e 14.000 D+ su in terreno impervio e una montagna che anche se di rado supera i 1400 metri, toccando al massimo i 2200, riserva condizioni che sulle Alpi incontriamo sopra i 2500.
Il tempo di percorrenza indicato per l’escursionista medio è di 16 giorni anche se può essere agevolmente percorso in 7 da chi ha un passo veloce.
Questo cammino si percorre da Nord a Sud, dalla parte più montuosa ed alpinistica a quella più scorrevole: questa scelta garantisce le maggiori probabilità di successo e il modo più razionale per affrontare il terreno.
Il record appartiene a Guillaume Peretti, con sole 32 ore di percorrenza e strappando il titolo al più noto e blasonato Kilian Jornet Brugada.
Qui apro una parentesi per chi corre:  non vi passi nemmeno per l’anticamera del cervello di pensare di affrontarlo tutto in un fiato correndo di notte, senza averlo percorso almeno una volta di giorno. E’ un terreno duro, impervio, spesso il sentiero è difficile da trovare e una volta partiti dal rifugio si è da soli, pensare di correrlo significa essere alpinisti esperiti che conoscono bene il terreno per esperienza diretta.

Sul GR20 si sono scritti libri e guide, sul web si trovano post interminabili e racconti epici che lo descrivono.

Io lo ho percorso due volte, la prima in condizioni proibitive ed ancora invernali con i sentieri chiusi e una buona dose di incoscienza.
La seconda volta con la gioia nel cuore e condizioni climatiche quasi perfette.  E’ impossibile raccontare lo spirito del GR20 e fornirne una guida con consigli pratici in un unico post. La lettura diventerebbe quella di un libro, non di un post. Ve ne parlerò quindi in più articoli, separando la narrazione che può essere di intrattenimento, dalle informazioni strettamente pratiche che possono costituire una preziosa risorsa e Road book per chi lo volesse affrontare.

LO SPIRITO DEL GR20
Essenziale, primordiale, selvaggio e spartano. Ma autentico e puro. Questo è lo spirito alla base dell’attraversata della Corsica.
Affrontare questo viaggio significa andare alla ricerca del contatto diretto con la natura, e viverla con pochissimo appoggio esterno in quanto i rifugi sono pochi e molto spartani e i mezzi di comunicazione quasi del tutto assenti. A questo si sommano cattiva, se non inesistente, ricezione del cellulare ed estrema difficoltà di reperire collegamenti con mezzi pubblici in caso di abbandono. Non si tratta quindi di nulla che possa essere comparato a quanto troviamo sulle Dolomiti, tanto meno alle gare lunghe di corsa. Qui si è da soli, o quasi, su un terreno estremamente impegnativo. Lo spirito del GR20 è fare tutto da soli, usando i bivacchi per dormire o meglio ancora servendosi della tenda. Che si usi la tenda o il bivacco bisogna in ogni caso essere pronti a fare affidamento principalmente su quello che si è in grado di trasportare.

CHI FA IL GR20 E IL SUO RAPPORTO CON LA CORSA
I trail runner e gli sky runner sono la minoranza. Se ne incontra qualcuno che ne percorre una sezione, ma questi sentieri sono in maggior parte popolati da escursionisti con le “scarpe grosse” con provenienza da tutto il mondo. Anche l’età media è estremamente varia, dai 30 ai 60. In generale si tratta più che di alpinisti esperti, di persone abituate a viaggiare a piedi o con il proprio zaino, quindi grandi camminatori e vagabondi per vocazione che non sempre hanno la preparazione fisica o l’esperienza per gestire con disinvoltura i tratti tecnici. La maggior parte delle persone inizia quest’ avventura con uno zaino da 60 L,  e in tutto il percorso non ho incontrato nessuno che avesse uno zaino inferiore ai 40. Fatta eccezione per il mio che era da 30 Litri e mi appariva enorme.
Pian piano questi monti si stanno aprendo a chi corre, un po per il record di Jornet e un po perché stanno fiorendo gli stage di corsa in queste zone.
Unica gara di rilievo che ne copre una sezione è il Restonica Trail che però non può essere considerato rappresentativo dell’esperienza nel suo complesso.
In definitiva possiamo dire che questo è terreno vergine per lo sky runner che è disposto a caricarsi sulle spalle uno zaino più pesante del solito e vuole prepararsi a gare in autosufficienza o di lunga durata come la PTL. Chi corre sul GR20 è come una lepre dal piccolo zaino in un mondo popolato da Mammut con la casa in spalla.

QUELLO CHE STA DIVENTANDO IL GR20
Il Grande Randonnée 20 sta diventando sempre più popolare, sia tra gli escursionisti che tra i viaggiatori con sacco a pelo e trail runner. E’ molto frequente incontrare gente in crisi totale che abbandona l’attraversata, cercando disperatamente un punto di uscita che li riporti alla partenza. Ed è proprio questo aspetto che mette in luce quanto la mitizzazione e l’alone di magia e naturalezza che avvolge queste cime, porti qui anche chi non è nelle condizioni di affrontarlo.
I sentieri sono stretti, bivacchi e rifugi spartani e molto piccoli. Questo porta il Parco Naturale che gestisce l’area a regolamentare l’accesso con un sistema di prenotazione online. Sistema che spesso viene ignorato e di cui parlerò separatamente.
I mesi di Luglio e Agosto sono quelli in cui le condizioni climatiche sono più favorevoli ma in cui io sconsiglio vivamente di affrontare questo percorso: la natura selvaggia, la solitudine e lo scarso contatto con altri esseri umani in questo periodo si perdono del tutto e i sentieri sono spesso sovraffollati.
La soluzione ideale sono le prime due settimane di giugno, tenendosi pronti però ad affrontare momenti di forte maltempo e pendii superiori al 45% con neve, e quindi muniti di ramponi.

Prossimamente: il percorso, dove non fermarsi a dormire, consigli per arrivare e partire dalla Corsica e tantissime foto. Commenta questa pagina per essere aggiornato sulle prossime puntate, o segui sentierouno su facebook per tutti gli aggiornamenti.

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