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Macchè due TOR, Macchè TOR “morto”!

Macchè due TOR, Macchè TOR “morto”!

La maggior parte delle persone che in questi giorni commenta e discute la vicenda Tor des Genats, a mio avviso basa le proprie reazioni su un senso di tristezza ed amarezza per una paventata “morte” del TDG. In realtà quella che potrebbe sembrare una “morte”, un salvataggio in extremis.

Mettiamo da parte i sentimenti e proviamo ad analizzare la situazione con pragmatismo.

12644822_891003794354505_4638250805362432362_nLe reazioni della rete. Vedo apparire immagini profilo nere “JE SUIS TOR” che in maniera chiara paragonano un’Amministrazione Regionale ad un branco di terroristi assetati di sangue e che ha infierito su un gruppo di uomini  e donne inermi. A me pare una gravissima strumentalizzazione una vicenda drammatica, quale la strage di Charlie Hebdo. Voi che postate quell’immagine profilo, davvero considerate  la Regione Val d’Aosta un’organizzazione terroristica, oppure avete agito in un attimo di sconforto e leggerezza? Pensateci bene prima di favi portavoce di un messaggio così grave, perché è questo che dite postando quella foto.

I retroscena. Premesso che come sempre il grosso dell’iceberg è sommerso, e che le cose che avrei da raccontarvi su quel che sta accadendo sono molte di più di quelle che posso raccontarvi, lasciatemi dire soltanto che noi in questa vicenda siamo platoinici uomini delle caverne in contemplazione di ombre sfuocate della realtà. Mi limiterò a dire quindi solo quello che “posso” dire, che per altro basta ed avanza. La questione sicurezza? A mio avviso irrilevante nel panorama generale, i problemi sono ben altri, ma parlare di sicurezza è sollevare un argomento comprensibile anche per i meno svegli. Dicesi pretesto. Un po’ come un colpo di pistola ad un arciduca novecentesco.

L’Homo Italicus. Senza prendere le parti di Madame Le President Nicoletti o del Montanaro Rollandin,  c’è da riscontrare il fatto che questa vicenda è vergognosa in quanto tale. Il Tor des Genats era, e dico era, una manifestazione vanto nel mondo per efficienza, bellezza e prestigio. Rappresentava uno dei pochi fiori all’occhiello di cui andare fieri come Italiani, era un evento che tranquillamente reggeva il confronto e meritava il rispetto dei più composti e signorili fratelli francesi dell’elegante Chamonix e dell’UTMB. Una volta tanto potevamo non sentirci inferiori, potevamo guardare da Courmayeur attraverso quel buco nel Mont Blanc con la testa alta e senza strizzare gli occhi come se quel foro nella montagna fosse un buco della serratura. Fine dell’Idillio. Prevale l’indole Italica delle scenate in piazza e delle figuracce gratuite. Citando la Leosini, abbiamo dimostrato “l’imbattibile talento di confezionarci i guai”. Grazie infinite ora, anche qui, ci siamo fatti riconoscere, in male ovviamente. Capre!  (ricordo che per la Cassazione la Capra è un animale che non porta querela). I panni sporchi si lavano in casa e a porte chiuse.

Le dichiarazioni della regione. Dopo aver lavorato per anni come ufficio stampa di un’altra Pubblica Amministrazione e dopo tante letture di comunicati stampa, per la prima volta nella vita, leggendo le dichiarazioni del Presidente della Regione Val D’Aosta Rollandin mi trovo a credere ad ogni parola di quel che dichiara. Raro trovare tanta verità in un comunicato stampa di un politico. In particolare: “gli sforzi che noi abbiamo fatto in questi anni e quando dico noi dico tutta la comunità” – e ancora –  “i volontari c’erano perché c’era la Regione, noi con i Comuni abbiamo messo a disposizione tutte le strutture e poi ce n’è uno che organizza per suo conto un’iniziativa, prende i soldi e noi lavoriamo: ci sono già tanti che sulla Valle d’Aosta hanno lucrato, ma c’è un limite”.

Ora getto la penna da giornalista ed indosso la maglia gialla da volontario. Indosso la maglia da volontario e non le scarpe da trail, in quanto per capire il vero senso di questa dichiarazione sono passato attraverso l’esperienza da volontario, cosa che non avevo percepito da concorrente della gara.

IL Tor Des Geants è un monumentale successo di cooperazione di individui, piccole comunità locali, realtà associative, organizzazioni di volontariato ed aziende private. Una rete fittissima di cellule iperattive e finalizzate ad un unico obiettivo al dilà delle differenze: la riuscita della manifestazione e l’amore per le montagne della Val D’Aosta. Piccoli centri divisi da alte montagne che lavorano come un organismo unico, vibrando sulla medesima frequenza. Dalla Polisportiva del piccolo paesello all’amministrazione locale che in caso di emergenza in pochi minuti recupera un gruppo elettrogeno e lo spedisce in elicottero, messo a disposizione subito da chi fa eliservizio, in pochi minuti senza nemmeno che l’organizzazione della VDA Trailers sappia che era sorto un problema. C’è un problema? “BUM” si risolve! Un lavoro di squadra, un entusiasmo che frantuma in mille pezzi i muri dell’immobilità e della burocrazia che blocca tutto in Italia. Un esempio per tutto il mondo di cooperazione ed efficienza. Questa è la prima cosa che ho notato da volontario. Un Assessore che mi accompagna e mi accoglie come un ospite d’onore e mi fa sentire subito a casa, io, ultimo arrivato a tagliare fette di fontina e a piantare bandierine. I sorrisi dei ragazzi del luogo che aspettano il TOR come un evento, gli anziani che portano in rifugio “le cose buone”. Un calore ed efficienza che pensavo, da corridore, che fosse merito dell’organizzazione.

Questo è lo spirito del Tor des Geants, questa è l’anima della manifestazione. NON un marchio di proprietà di una società di capitale.

Da volontario ho scoperto che gli organizzatori della manifestazione sono stati i promotori di questo lavoro, ma non certo gli autori. Grande merito anche l’essere promotori, ma sbagliato, a mio avviso, non riconoscere adeguatamente meriti di tutti quelli che si sono adoperati. Ed è qui che comprendo le parole di Rollandin, come un “BASTA” urlato con frustrazione dalle retrovie dove si fa il grosso del lavoro per far raccogliere allori e meriti a chi sta davanti.

vaccaDall’altra parte, sempre come volontario, io ho conosciuto una Alessandra Nicoletti che da un lato si dichiara impegnatissima a gestire migliaia di persone e non ha tempo per rispondere a chi si propone con entusiasmo, ma dall’altro, se contraddetta, trova 46 minuti e 27 secondi per dirmene di tutti i colori al telefono, proprio a ridosso della manifestazione.  Interessante gestione del tempo e del concetto di “impegnata”. Nell’interagire con Madame Le Pesident (presidente del Tor des Geants, non della galassia, Alessandruccia!) io ho percepito un grande senso di superiorità ed arroganza che francamente trovo non abbia nulla a che vedere con il Tor des Geants e con lo spirito della Regina Montagna e dei Montanari. Puoi anche non venire a fare il volontario, non servi, questo il msuo messaggio. Chissà, visto che chi lavora gratis per Madame fa la fila per farlo, se lei continuasse a fare il TOR potrebbe mettere una quota da pagare anche per chi lavora gratis! Madame, posso pagare per venire a pulirle il cesso di casa? Perché è così che mi sono sentito trattare.

Il marchio e lo spirito. Lo spirito del Tor des Geants non risiede quindi in un marchio registrato da un piccolo gruppo con quote di una società di capitale, ma nell’anima e nella volontà di migliaia di persone, quelle di cui parla Rollandin. Ed è quello l’unico e vero Tor Des Geants.

Onnipotenza. Arrivare a dire “facciamo da soli” anche senza la Regione, a mio avviso, non fa altro che dimostrare quanto la VdA Trailes ritenga inutile e sottovaluti quella che ritengo invece essere la spina dorsale della manifestazione. Un insulto verso tutti i volontari.

Slavataggio, non morte. Se così fosse, l’intervento della Regione Val D’Aosta non può essere inteso come un uccidere il Tor Des Geants, ma salvarlo e dando un nome ed un volto a quelle migliaia di persone che si adoperano per esso.

Se ci fosse un nuovo Tor Des Geants, io sarò il primo ad iscrivermi, e sono il primo a non volermi più iscrivere sotto una gestione Nicoletti. Spero quindi di tornare presto a percorrere le Altevie 1 e 2, fiducioso che, visto che ormai le uova sono rotte e la frittata è fatta, ora i due litiganti, non si mettano d’accordo su come spartire l’omelette, ma prevalga la coerenza e la volontà espressa da Rollandin. Avanti così, Presidente continui ad essere un montanaro, non un politico!

Il Tor des Geants per me non ha nulla a che vedere con queste vicende, questa è stata la mia esperienza, il TDG che port nel cuore, ancor più da volontario che da concorrente

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