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Le gare di trail spuntano come i funghi. Passione o desiderio di “far cassetto”? Storia della nascita di una gara, S1 Trail

Le gare di trail spuntano come i funghi. Passione o desiderio di “far cassetto”? Storia della nascita di una gara, S1 Trail

Domanda e offerta vanno sempre di pari passo. Se le strade sono piene di prostitute è perché c’è chi le assolda, come se trovare la droga è così semplice è perché sono in tanti a consumarla. Insomma concetti semplicissimi alla base del libero mercato.

La stessa cosa vale per il trail running e lo sky running: man mano che aumenta l’interesse per questi sport, aumenta il coinvolgimento di federazioni, brand commerciali e l’offerta di gare sul mercato.  

Questo gioco al rialzo è dato da una passione che prende forma e cresce sempre in più persone, oppure è una bieca speculazione tra domanda e offerta? Frequentando il mondo del trail running posso dire con certezza che molto spesso si tratta di puro interesse di mercato. Una certezza che si fa ancora più salda quando vedo tanto interesse di federazioni e atleti che nulla hanno a che vedere con il trail running che di colpo entrano in questo mondo e desiderano dettare regole. Allo stesso modo testate e media fatti da chi non ha nessuna esperienza nel settore ma sbuca dal nulla e si propongono come punti di riferimento, senza ricordarsi che fino al giorno prima parlavano di salami e poltrone. A questi si aggiungono marchi che hanno fatto della “strada” la loro filosofia, ma che ora strizzano l’occhio al trail, considerato irrilevante fino a ieri. Per non parlare di chi organizza gare di corsa senza correre e senza aver mai provato il percorso. Sono in molti, credetemi. Ma di questo sarebbe il caso di parlarne separatamente. E lo farò, quando sentirò la mancanza di qualche spillone puntato in una bambolina con la mia effige. Ho i calli sulla schiena.

In totale opposizione a questo,  a Trieste c’è una tradizione carbonara, quella di organizzare, dall’inizio degli anni ’70 una corsa per bici e podisti. Una corsa che tutti conoscono, con nome, classifica, data fissa ogni anno, autorità che sanno ma ignorano. Una gara storica gestita dalla vecchia guardia del podismo triestino lungo uno dei percorsi storici di quest terre. La mattina del giorno X ci si presenta e si dá il nome. Non si paga nulla. Non ci sono sponsor. Si corre e basta. Non vi dirò altro, ho già svelato troppi dettagli. 

Il motivo per cui ne parlo è perché alla base di questo evento c’è proprio la volontà di mantenerla “pura”, sportiva e  incontaminata dalle dinamiche di mercato. Una mentalità che ammiro e sposo.

E’ la mentalità opposta a questo spirito, sempre meno sportivo e sempre più orientato ad una corsa all’oro, al Klondike del trail running che mi ha fatto prendere le distanze da tutto il mondo della corsa e delle gare.

Io sono un outsider e non mi piace appartenere a nessun gruppo. Amo o odio, mi lancio a capofitto nelle imprese o non le guardo nemmeno. La corsa è un momento con me stesso, di meditazione e di contatto con la natura. La competizione è solo con Tommaso, gli altri sono compagni di viaggio. La Natura è una madre che mi segue,  a volte aiuta e a volte mi punisce duramente. I compagni a volte rimangono nella mia vita come amici, altre volte (per fortuna), spariscono dopo la linea del traguardo. 

Questo è il motivo per cui tutte le decine di volte che amici o conoscenti, dopo avermi sentito parlare o letto un mio articolo,  mi hanno detto: “perché non organizzi una gara tu?”, ho sempre risposto “non ci penso nemmeno”.

Mentivo. 

Ci pensavo eccome, ci ho pensato tante volte, ma ho sempre avuto paura di farlo. Organizzare una gara è come far entrare delle persone a casa propria ed invitarle al proprio tavolo a mangiare, è come far vedere una parte del proprio spirito a tutti. Almeno, è così se chi organizza la gara lo fa per passione e non per interesse commerciale. 

Ma quest’inverno correndo nella sui sentieri della mia Trieste, ho trovato il coraggio. Un coraggio che viene dalle parole di Umberto Saba nella sua poesia Trieste:

“Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

 Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.

Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.”

Ed è la scontrosa grazia di questo ragazzaccio aspro e vorace, con le mani troppo grandi per regalare un fiore, che mi ha fatto pensare che il desiderio di condividere la bellezza di questi luoghi con il mio prossimo, con chi ama come me questo sport, è il motivo primo, l’unico vero e solo motivo per cui organizzare una gara. 

La passione per una terra bellissima, piena di energia e forza unita alla passione per uno sport.

Il desiderio di trasmettere questo a chi partecipa, attraverso ad un percorso studiato millimetro per millimetro, cercando di coniugare il meglio di un territorio in una sola esperienza. 

Così, il 6 gennaio 2015 ho preso la decisione di organizzare La Corsa Della Bora, lungo il sentiero 1 di Trieste, dal gotico-veneziano del Duomo di Muggia, in riva al mare, a sapori e scorci che ricordano l’alta montagna, per poi tornare al mare di Sistiana nella suggestiva cornice di Porto Piccolo. Quando? Quando nessuno se lo aspetterebbe e quando l’energia di questa terra raggiunge i massimi picchi, mentre il resto d’Italia riposa. 

Un’idea sposata dagli amici Riccardo Guarino, Alessia Daghini, Paolo Perin, da mia sorella Susanna e dal mio socio ed inseparabile compagno di imprese Nicola Santini.

Così il 7 gennaio 2015 è iniziato il lavoro di organizzazione, un lavoro oggi, 29 luglio 2015,  ci porta ad aprire le iscrizioni. Un lavoro che non è certo finito. 

Oggi apriamo le iscrizioni per S1 Trail e S1 Half, una 53 e una 21 km totalmente fuori dagli schemi, in un periodo inusuale lungo un sentiero che a Trieste tutti conoscono ma che pochissimi possono aver detto di aver percorso nella sua interezza e versione originale. Il CAI 1, quasi interamente affacciato sul golfo di Trieste ed i suoi splendidi colori.

Vorrei che partecipaste, che vi iscriveste, sia se camminate che se correte. 

Il mio invito è rivolto anche a chi ama la natura, la corsa ma non ama il mondo delle gare podistiche. Questa è una gara che prima del successo di mercato mette in primo piano la passione e il desiderio di far conoscere queste terre. 

E’ una gara che sicuramente ci costerà più denaro di quanto ce ne farà incassare, sicuramente ci saranno dei punti da migliorare, ma è una iniziativa pensata per condividere con voi la bellezza e il fascino di Trieste, quel ragazzaccio aspro e vorace, che con la sua bellezza ha ispirato poeti, scrittori, scienziati ed intellettuali. S1 Trail è una gara nata dal cuore e dalla passione per Trieste e per la corsa. Ed è la forza e la passione di questa terra che vuole condividere con chi la corre. Al diavolo le dinamiche commerciali. 

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