Südtiroler Ultra Sky Race: godimento in 4 portate!

Südtiroler Ultra Sky Race: godimento in 4 portate!

IL PANORAMA GENERALE

Non è vero che ci sono troppe gare di corsa in montagna. Forse in questi anni il numero è aumentato, ma aumentando il numero, le competizioni esistenti sono andate caratterizzandosi sempre di più e sono diventate sempre più specifiche nel loro genere.

Prendiamo la Südtirol Ultra Skyrace, la Orobie Ultra Trail, e mettiamole accanto alla Dolomiti Extreme da 100, alla Dolomiti Skyrun e alla Lavaredo Ultra Trail. Guardando a questa rosa di over 100 estive, trovo estremamente difficile pensarle come realtà in competizione. Se poi aggiungiamo le gare in Andorra, allarghiamo ancora di più la forbice che le separa.  

La mia indole scientifica ed influenzata dagli studi di economia e marketing mi spingerebbe a mettere tutte queste gare in una bella tabella e fare uno specchietto comparativo. Non lo farò.

Mi limito a parlarvi della Sudtiroler, che nell’ambiente non ha nemmeno preso una sigla, nessuno la chiama SUS o SUR: tutti la chiamano Sudtiroler, quasi a sottolineare il fatto che è una gara che non si abbrevia.

 Una gara unica nel suo genere in tutto l’arco dell’anno in Italia, con caratteristiche che a mio avviso non possono collocarla tra le gare da scegliere all’ultimo momento o in quelle di avvicinamento ad altre competizioni. In comune con la Orobie Ultra Trail, che si tiene lo stesso weekend, ha il fatto che è rivolta ad un target di ultra runner montani già esperti, sulla OUT potete leggere la mia recensione qui.

Rispetto alle Orobie, che se collochiamo su una scala come livello di difficoltà ad un 7/10, la Sudtiroler si merita un bel 9/10 secchi. Decisamente più brutale ed impegnativa della sorellina bergamasca.

Unico aspetto che su cui la gara di Bolzano agevola maggiormente i concorrenti rispetto alla gara di Bergamo è l’orario di partenza: la prima serata a Bolzano contro le ore più calde del giorno per i bergamaschi. A Bolzano hanno più buon senso. Tutto qui.

SÜDTIROLER ULTRA SKY RACE

Non cercate di capire come gestire la gara leggendo mappa ed altimetria, pur essendo piuttosto dettagliate, non bastano e mai la carta fu più ingannevole come in questo caso.

Il modo migliore per capire la Sudtiroler Ultra Sky Race è pensarla come un pranzo in quattro portate:

1.     Un abbondante antipasto a buffet
2.     Un primo rustico ed altrettanto abbondante
3.     Un secondo che potrebbe essere un piatto unico
4.     Un dessert appetitoso ma calorico come le torte al cioccolato di Knam

L’ANTIPASTO A BUFFET: IL MATRIMONIO PANTAGRUELICO

Avete presente ai matrimoni, quando vi trovate davanti a sconfinati buffet di mare e terra che basterebbero da soli per saziare abbondantemente i commensali? Ecco, questi sono i primi sessanta chilometri della Sudtiroler. Un parco giochi che inizia con un tiro di 20 km e 2000 D+ su strade forestali facilissime, a tratti noiose che invogliano a dare tutto. Il tutto con il fresco serale, che sembra incitare a spingere. 

Insomma, come quando si arriva affamati al buffet dopo un’ interminabile cerimonia e l’istinto sarebbe quello di saziarsi di grissini ricoperti di prosciutto: qui verrebbe voglia di correre forte fin che non finiscono le forze. Poi, nella notte ci si addentra in montagna ma sempre restando su sentieri piuttosto agevoli e ben segnati: quaranta chilometri facili, sempre potenzialmente corribili che come tanti stuzzichini con poco dislivello, altro inganno per l’appetito.
I primi 20 km portano 2000 D+ i 40 successivi circa 1800 … insomma, rammentate  quando mangiate tante tartine appetitose in stile finger food e vi sembra di non mangiare, ma in realtà vi state scofanando come dei porcelli?
Ecco, questo è il tratto tra i quaranta ed i sessanta della Sudtiroler.

CANEDERLI AL FEGATO DI POLLO E SPECK

Siete arrivati al sessantesimo chilometro e se vi siete fatti prendere la mando siete già pronti per un digestivo o peggio ancora per una lavanda gastrica. Ma il pranzo inizia solo ora: da qui si entra nella montagna vera, si inizia a salire e ad incontrare secchi dislivelli sia in salita che in discesa. Un tratto sostanzioso e saporito come dei Canederli, serviti in porzioni da due pezzi, come vuole la tradizione: il primo canederlo sono più di 1300 metri di discesa, facili e corribili verso l’ Ebenbergalm, dove, parlando di cibo, offrono un ottimo speck e frittata in brodo. Una discesa spaccagambe che si mangia veloce come il primo gnocco. Ed è il secondo che inizia ad essere indigesto, con una salita ripida e l’inizio del tratto Alpino e di una serie di creste non sempre corribili. Finito il secondo canederlo, ossia altri 1000 D+ si arriva al Hirzerhutte, dove vi aspettano per pranzo.

SALSICCIA E CRAUTI CON CONTORNO DI RÖSTI DI PATATE E SPECK

Basterebbe questo per saziare un orso. Siamo all’84esimo, in una conca bellissima e l’unico posto dove incontrerete orde di turisti ed escursionisti ricreativi. Abbiate pazienza, sono solo 4 chilometri. Una salita molto ripida lungo un canalone che porta al Giogo Piatto, i cui ultimi 100 D+ si fanno letteralmente arrampicandosi sulla roccia viva, più che risalendo un sentiero. Da qui si apre una discesa molto tecnica e più impegnativa della salita. Ed è qui che bisogna essere nel massimo della concentrazione e delle forze, i passaggi più belli e gli scorci più caratteristici della gara. Molti si sono rovinati il piacere della croccantezza dalle patate ed il spore affumicato dello speck mangiando troppo al buffet. Pagano cara la loro ingordigia. La Sudtiroler li ha tentati prima, con cibo buono ma anonimo (tanto dislivello e sentieri facili) per poi riservare la parte più gustosa ai palati fini e a chi si sa trattenere. Una raffinata cattiveria, che pochi possono cogliere e degna di uno chef stellato. Un piatto saporito ed abbondante che sembra non finire mai: dopo una botta di sapore iniziale è la quantità di saliscendi, di tratti piani e quasi corribili intervallati da strappetti in salita e piccole discese, che mette a dura prova chi lo affronta. Il rifugio Merano segna la fine di questa portata.

TRIS DI CIOCCOLATO DI ERNST KNAM

Leggendo il menu, ovvero l’altimetria, il pranzo sembrerebbe finito. Ne abbiamo abbastanza: tutto bellissimo, tutto buonissimo ma ora basta. Non è così. Mancano ben 30 km. Tutta discesa o quasi, sembrerebbe, che volete che sia un dessert?  Per quello c’è sempre spazio! Non è detto. Come il tris di cioccolato di Knam, il tratto finale di gara è apparentemente leggero e spumoso, ma  in realtà è una bomba calorica che richiede gran fatica per essere affrontata. Discese con radici in bosco, intervallate da tratti di 5-6 km in monotono falsopiano e con un finale di quasi mille metri verticali in cinque chilometri. Una botta secca, come il sapore del cioccolato fondente. Ecco come una delizia può arrivare ad essere nauseabonda: pochissimi quelli con ancora un po’ di appetito per gustarsela e rendere onore al Re del Cioccolato.

CONCLUSIONI

 In definitiva la Sudtiroler Ultra Skyrace non è una gara per tutti. 140 partiti e solo 60 arrivati, l’ultimo in 40 ore. Condizioni del tempo assolutamente perfette, senza alcuna insidia metereologica per tutti sui punti più difficili della gara. Quelli arrivati dopo le 26 ore hanno mangiato il dessert di Knam sotto la pioggia, ma poco male. Il cioccolato bagnato si può mangiare, ben diverso sarebbe stato affrontare il “secondo” sotto il temporale.

Una gara a cui guardare come l’appuntamento più importante dell’anno, che coniuga alla perfezione la tecnica e le caratteristiche delle skyrace più brutali con gli elementi di endurance delle gare lunghe. Una gara completa per atleti che prima di essere runner sono montanari.

Dura. Pura. Brutale. 

SITO WEB E INFORMAZIONI

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CLASSIFICA 2016 (file PDF completo)

Ultra-Sky-Race-121km-Männer-Overall-1

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