Zecche e trail running. Le cinque fesserie che girano in rete e lo schema “anti zecca”

Accidenti a voi ed alle zecche. Questo pezzo non volevo proprio scriverlo, ma avete fatto di tutto per tirarmelo fuori dalla tastiera: post allarmisti sulle zecche, intrugli e consigli su come evitarle, tantissimi “sentito dire”, professori del web di ogni genere che esprimono opinioni basate sul nulla. Persino qualche trailrunner cerebroleso che consiglia “antibiotici a manetta” in caso di puntura.

Poi leggo gli articoli scritti dai medici, ed anche qui mi metto le mani nei capelli, anzi, nei peli delle gambe, così se ho qualche zecca la trovo. Scritti dei quali non discuto la correttezza, ma che personalmente reputo poco realistici in termini di applicabilità.

Vi dico la mia. Io che ho avuto più zecche di un cane e che ne prendo almeno 40 all’anno. Se dimentico il repellente, almeno due a corsa.
Il mio sangue piace alle zecche e sono il primo ad attrirarle.
Anche d’inverno.
Ovviamente ho anche avuto la malattia di Lyme, dalla quale ne sono uscito debilitato, ma senza danni permanenti.

Lo scopo di questo pezzo è dare alcune informazioni chiare e semplici a chi corre, partendo dal presupposto che la prevenzione è solo una parte del quadro generale e trattando la questione da chi la ha vissuta in prima persona.

Per i consigli su come trattarla ci sono i medici. Non internet! Evitate le “Santone delle Aloe”. La Borrelia è una cosa seria.

Semplifichiamo al massimo i concetti, non me ne vogliano medici e cattedrati.

NOI SIAMO PEGGIO DEI CINGHIALI E DELLE VACCHE

Copritevi, mettetevi l’olio di neem, riempitevi di repellenti, usate anche i repellenti specifici per gli abiti, controllatevi bene dopo la doccia, non grattatevi se trovate la zecca, state lontano dall’erba alta, evitate le zone con pascoli … e mille altre menate.
E
cco la sapienza che troviamo in rete e che anche molti luminari dispensano.
Tutto vero. Ma anche spesso inutile per l’ultra trailer.

Vi spiego perché.

In primis, noi andiamo a cercare i posti più belli, quelli anche più selvaggi e quindi consigliare ad un trail runner di stare fuori dalla natura è un poco come dire ad un pornoattore di non trombare. Scusatemi la crudezza.
Escludiamo quindi il consiglio di stare lontano da erbe e frasche. Noi ci sguazziamo.
A questo si aggiunge il fatto che le zecche abbondano dove c’è selvaggina o bestiame. Nel bellunese e sul carso triestino siamo infestati. Impossibile evitarle.

Vi capita di fare pipì o cacca? Quasi sempre nelle uscite lunghe! Ecco allora che vi allontanate dal sentiero e calandovi le braghe, fate il miglior invito possibile a queste deliziose creature, che non sono certo attratte dalle vostre orride flatulenze, ma dall’ancor più disgustoso sudore e dall’odore del corpo.  Si fiondano come parenti ingordi su un buffet ad un pranzo di nozze. I vostri abiti sono l’antipasto. Zac, la zecca è bella che pronta ad aggredirvi dal petto in giù.
E mentre vi alleggerite della cena di ieri, fate salire a bordo un ospite non gradito che potrebbe indiarvi a vita.
Bravi voi che avete messo il repellente sulle gambe. Inutile.

Repellenti e similari: impensabile consideralo come soluzione in lunghe uscite con guadi, bivacchi, soste passare tutto il tempo a impomatarsi o cospargersi di lozioni. Tanto meno in gara.

Impensabile vestirsi come palombari per correre in piena estate, anche perché non è vero che coprendosi non si prendono. Le zecche passano quasi dappertutto.

 

Quindi cosa possiamo fare?

Il mio consiglio è quello di dare un relativo peso alla prevenzione. Questo ovviamente vale per noi che corriamo e siamo molto esposti e non per la famigliola o l’escursionista saltuario. In quel caso si applichino le perle di saggezza del primo paragrafo.

PREVENZIONE

  1. Mettere il repellente, ma essere consapevoli che non è la soluzione
  2. Attenzione alle soste cacca e pipì. Meglio esibizionisti ed in uno spazio “aperto” che tra l’erba e le frasche e con le chiappe a terra.
  3. Mi duole dirlo, odio le gambe depilate, ma gamba depilata e con olio (meglio ancora se di neem) rende la vita difficile alle zecche, anche dopo tante ore di attività, sudore, guadi ed acqua. Anche qui però non è detto che basti. Il pelo è come una scaletta d’accesso per le zecche, assenza di peli e pelle con olio sono quanto di peggio possano trovare. Gambe pelose e sudate sono quello che cercano.

 CONTROLLO

La cosa più importante è quindi controllarsi con estrema accuratezza dopo la corsa, o almeno ogni 10 ore durante attività prolungate. Al minimo prurito NON grattarsi ma fermarsi ad esaminare la zona interessata e quindi intervenire con la rimozione corretta della zecca. Spesso siamo punti da tafani, ragnetti, zanzare o altri adorabili insetti. La zecca può essere piccolissima, ma sempre riconoscibile, in quanto appare come un puntino nero, talvolta appena visibile. Attenzione che una bella grattata, potrebbe “rompere” la zecca lasciandola parzialmente attaccata e quindi meno facilmente visibile. Questo potrebbe facilitare il contagio, e sicuramente da una reazione allergica maggiore.

credito foto: bacteriologynotes.com
credito foto: bacteriologynotes.com

LE ZECCHE E LE MALATTIE

  • I dati ufficiali dicono che solo il 5% delle zecche è infetto. Percentuale a cui non credo e che ritengo sia molto più alta, ma questa è una mia opinione.
  • Ci sono due tipi di infezione. Quella virale (o meningoencefalite da zecca o Tick-Borne Encephalitis, TBE) e quella batterica (Borrelia burgdorferi).
    • Quella virale da l’encefalite e si può morire. La bella notizia è che c’è un vaccino. Direi che è il caso di farlo. Discorso chiuso.
    • Quella batterica si cura con gli antibiotici ma può lasciare seri danni o cronicizzarsi se non diagnosticata. In sostanza meno grave, ma altrettanto insidiosa.
    • E’ fondamentale quindi aver ben chiaro che fare il vaccino non basta, ma mette al riparo da uno dei problemi.
    • Attenzione! Una volta avuta la Borrelia non si sviluppa immunità permanente, quindi potete beccarvela di nuovo.
    • “Borrelia” o “Malattia di Lyme” sono la stessa cosa.
  • La malattia si prende quando la zecca inizia a nutrirsi del nostro sangue e questo avviene circa in 12 ore. Se si toglie subito la zecca, o dopo poche ore, il rischio si abbassa notevolmente, proprio in caso di zecca infetta.
  • Il bubbone dolorosoo che da prurito non è sintomo di malattia ma della reazione allergica provocata dalla zecca, qui entra in gioco il toglierla bene. Meglio si toglie la zecca, minore è la reazione che provoca. Resta però molto soggettiva. A me ad esempio le punture di zecca si vedono anche per 6 mesi. In caso di prurito e dolore è solo una reazione ad una puntura come potrebbe essere un tafano o un ragno e quindi va affrontata con la stessa serenità
  • Se dopo 15-40 giorni appare il mitico eritema migrante, ovvero una sorta di anello rosso, ecco quindi qualcosa di cui preoccuparsi. Ma attenzione. Anche qui non è detto, in alcuni casi, come il mio, questo eritema non appare. Ci sono altri sintomi: febbre, stanchezza, astenia, dolori muscolari. Ma anche qui non si può mai dire. Nel mio caso l’unico sintomo è stato la stanchezza ed un’astenia che si manifestava con pulsazioni che non salivano oltre i 135 bpm… sintomi che dopo tante gare lunghe è facile imputare all’over training o semplicemente ad un momento di calo.
  • Quindi se a un mesetto dall’ultima puntura ci sentiamo “non perfettamente” non è il caso di minimizzare la cosa e dare la colpa al troppo allenamento o all’ultima gara. Si fa il test e festa finita. In caso di test positivo, si va da un infettivologo che nella maggior parte dei casi risolverà il problema in una 15ina di giorni di antibiotico. NO FAI DA TE.

LE CINQUE GRANDI FESSERIE SULLE ZECCHE

  • Se si toglie bene la zecca, seguendo la procedura corretta, riduce o annulla il rischio di malattia. FALSO
    Come spiegato prima, corretta procedura evita reazioni alla saliva della zecca. Il corretto tempismo evita il contagio. 
  • La zecca può essere tolta solo con un apposito strumento o dal medico. FALSO
    La zecca può essere tolta da chiunque e prima la si toglie minore è il rischio di trasmissione di malattie. Le apposite pinze facilitano la corretta rimozione ma non sono indispensabili.
  • Per togliere la zecca naturalmente va affogata nell’olio d’oliva o nella benzina.FALSO
    Gira il mito che con un batuffolo di olio di oliva (molto amato tra le “mamme natura ed infusi”), o altri liquidi o fesserie sulla zecca, il simpatico insetto si staccherebbe da solo. In effetti se lo si fa con la benzina dopo un po questa cade, ma in ogni caso l’insetto rilascia le sostanze allergizzanti di difesa, il suo “veleno”… quindi meglio non stuzzicarla, ma prenderla di sorpresa!
  • La zecca del cane può trasmettere la malattia di Lyme. FALSO.
    E’ però vero che può, ancor più raramente, trasmettere altre malattie.
  • La malattia si prende dalle “zecche grandi”. FLASO.
    Evitando di dilungarmi sul ciclo vitale delle zecche, dico solo che la maggior possibilità di contagio è proprio con le più piccole, quelle appena svezzate da mamma zeccona, quasi invisibili, che gli infettivologi chiamano con affetto “nymphs” o nife.

RIMUOVERE LA ZECCA

  1. Se si sta ancora muovendo sulla pelle o i peli prenderla e buttarla via senza nessun problema. Non vi ha ancora punto. La zecca che punge poi resta attaccata.
  2. Una volta individuata con sicurezza, se la avete stuzzicata, aspettate una decina di minuti ignorandola (la tentazione di agire subito è forte)
  3. Con mano ferma ed apposite pinzette, o se non le avete ancora, con pinzette normali, afferrate la zecca più vicino possibile alla pelle, fate un mezzo giro e strappate.La torsione è fondamentalein quanto fa si che si stacchino gli arpioni dell’insetto. Se la strappate semplicemente a voi sembrerà rimossa, ma nella pelle rimarranno gli arpioni che potranno creare reazioni allergiche o infezioni alla pelle.
  4. Solo ora disinfettate.
  5. Se dopo qualche giorno resta il bubbone o prude, chiedete al medico o abbiate pazienza che vi passi, non è Lyme, a me il dottore ha prescritto una crema specifica. Non vi dico il nome altrimenti dal medico non ci andate.
Buone corse e un augurio di zecche sane ed esibizioniste! 

Lo schema Anti zecca per il trail runner

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